Lettera padre Daniele dal Peru'- Natale 2017

19/12/2017
Lettera padre Daniele dal Peru'- Natale 2017

 Carissimi amici del Bakonghe, un saluto inconfondibile. Perché viene dal Perú…… Come va? Come vi trovo? Siamo in…. piedi?
Noi….dopo un anno di continua erosione, in cui si sono sgretolate tante gioie e speranze, portate via dall’acqua, dalla fatica, dal vedere tutto intaccato, consumato e corroso, ci ritroviamo ancora a Natale, attorno al Bambin Gesú per riaccendere con lui la speranza, per riaccendere con lui la fiducia e per ravvivare e rinfocolare quante forze spese durante la lotta di quest’anno. Si, é stata una lotta ardua in tutti i sensi. Belleza, fiducia, speranza… molto é stato portato via dall’acqua. Giá lo sapete, ma approfitto per raccontarlo ancora in diretta: le inondazioni che si sono abbattute nel mese di marzo su questa cittá, spazzando via tuttpo quel che c’era sul cammnino, ci hanno messo in ginocchio. Alla parrocchia, alla gente, alle nostre forze, a tutto.
Finiamo l’anno stanchi, e cercando di recuperare quello che abbiamo perso di “smalto” nel nostro cuore.


Abbiamo bisogno....
La bellezza che è il volto stesso della creazione…. la speranza che è lo sguardo che il Creatore volge alla sua amata creatura, e insieme lo sguardo rivolto al cielo di ogni uomo e ogni donna che non si rassegnano. Per questo torniamo al Presepio, luogo di incontro fra il divino e l’umano.
Ne abbiamo bisogno. La gente ha sofferto molto molto e continua a soffrire….. Qualcuno ci ha definiti l’umanitá assetata (ci é mancata l’acqua per oltre un mese) e disperata… Ne stiamo venendo fuori poco a poco.
Dopo il disastro e le gravi perdite abbiamo fatto …..solo i conti dei disastri. Ma purtroppo a parte qualche privato e la caritá di alcuni, niente da parte dello stato, dei comuni o delle regioni é stato fatto. La gente vive ancora nelle tende, senz’acqua, senza luce, senza fognature; le strade sono impossibili, sembrano essere state bombardate. E con le malattie e gli insetti a decimare la popolazione. Adesso che qua arriva il caldo, le piaghe si moltiplicano: zica, denghe, parassiti, e tante altre disgrazie. I bambini sono tormentati da varicella, il morbillo e la pertosse. Sono privi di anticorpi e queste forme fanno strage.
Noi abbiamo lottato con tutte le nostre forze, facendo tutto quello che era possibile fare. Li abbiamo accompagnati e si continua ad accompagnarli, siamo in mezzo a loro, nel limite del possibile stiamo aiutando alle famiglie colpite a ricominciare. Si approfitta per mettere a posto documenti persi e spariti, mettere in regola costruzioni (qui si fa tutto a spanne, e le regole esistono solo sulla carta), rifare fondazioni o pareti difese dalle acque.
Lo stato ha promesso, tornato a promettere, stanziato, dicono fondi, cambiato un sacco di funzionari… ma non é ancora successo niente. Siamo come il giorno dopo delle sette alluvioni che si sono abbattute sulla popolazione.
Quello che il buon Dio ci ha donato continuamente é il sole, che splende e che ci allieta……
E quello che ci sta tornando ad accendere é il Natale con la sua magia per piccoli e grandi. E…….e la prossima visita del Papa. Abbiamo bisogno che lui ci aiuti a volgere di nuovo lo sguardoverso il Signore della storia, abbiamo bisogno della dolcezza degli occhi che si volgono a Dio con fiducia in situazioni difficili, della tenerezza delle famiglie provate da un anno di sacrifici, dello splendore delle mani di ogni colore che si aggrappano a chi le puó sostenere. Abbiamo bisogno di sconfiggere la diffidenza che si é incrostata dietro ogni volto, dentro ogni cuore.
E ci stiamo preparando alla visita del Papa in Perú. Gli animi si stanno accendendo, come i motori di una volta, poco a poco, ma c’é gioia ed entusiasmo. Viene appunto qua a Trujillo, zona rossa colpita dalle inondazioni, per darci una parola di fiducia…. Il cuore é pronto a riceverlo.
E veniamo ai nostri bambini… questi crescono, ridono, giocano, scherzano anche sulle tragedie. Son quelli che ti fanno pesare di meno tutto il peso di questa lotta. Abbiamo cercato di seguirli anche in mezzo a tante vicende, a tanti ostacoli. E loro ci hanno fatto ridere, giocare, rallegrare e dimenticare. Ci stanno insegnando a essere positivi.


Sorridono e… quel loro sorriso fa dimenticare le difficoltá, e riaccendere la speranza. Forza che andiamo avanti.
Un abbraccio p.Daniele Nardin e i suoi piccolini